Articolo di Rossella Caso: LA 'Grammatica della fantasia': tra parole e note musicali

La 'Grammatica della fantasia', tra parole e note musicali - Musicheria.Net
di Rossella Caso


«Se la fantasia cavalca con la ragione»1, recita il titolo di un importante lavoro curato da
Carmine De Luca sul pensiero e sull’opera di Gianni Rodari. Una direzione, quella proposta dal
grande scrittore – che a giusta ragione viene considerato un “pedagogista” – che ha faticato e che in
alcuni casi ancora oggi fatica un po’ ad affermarsi in un mondo, quello della scuola, dove la lezione
frontale, l’apprendimento nozionistico, la verifica del risultato raggiunto, continuano spesso ad
essere i pilastri della pratica didattica, e quindi dei processi di insegnamento-apprendimento, specie
negli studi “superiori”.
Ad introdurre la fantasia in aula, ci ha raccontato Gianni Rodari nella Grammatica della
Fantasia, significativamente sottotitolata Introduzione all’arte di inventare storie, si ottiene lo
stesso effetto che produce un sasso gettato in uno stagno: l’acqua si increspa, producendo onde che
coinvolgono nel loro movimento tutto, dalla ninfea alla cannula, dalla barchetta di carta al
galleggiante del pescatore. Una parola, gettata a caso nella mente, richiama alla memoria ricordi,
sogni, tutto il mondo interiore di chi la riceve, che può diventare materia da narrare.
Se è vero che anche la musica può essere considerata una forma di narrazione, perché, come
sostengono progetti come Nati per Leggere e Nati per la Musica, c’è un legame speciale tra parole e
note – e non solo perché entrambe, eseguite, diventano “suoni”, ma perché sono tra i più potenti
veicoli di espressione dell’animo umano – allora è lecito pensare di applicare la rodariana arte
dell’“inventare storie” anche agli studi musicali, che Rodari farebbe certamente rientrare tra le
“matematiche severe”, quelle che si basano su regole ferree e immodificabili, e che ben poco spazio
lasciano alla libertà e all’interpretazione creativa dello studente, che invece dovrebbero avere
importanza preminente in un’arte, la musica, che chiunque non potrebbe non identificare come
creativa. Chi scrive pensa al musicista come a uno scrittore che compone storie con le note, anziché
con le parole. Certamente ogni scrittore quando si appresta a lavorare a un’opera – un racconto, un
romanzo, una novella, un componimento poetico – tiene ben presenti le regole che la governano,
che conosce e sa ben applicare, senza che il loro rispetto gli impedisca tuttavia di reinterpretarle
quando lo ritiene opportuno in modo creativo, personale, “proprio”. E come dimenticare le Carte di
Propp, che proprio Rodari ha inventato e che hanno il potere di “scompaginare” il processo
creativo, sovvertendo completamente le regole della scrittura tradizionale? Cosa succederebbe se…
la fantasia rimescolasse le “carte” della composizione musicale?
1 Cfr. C. De Luca, Se la fantasia cavalca con la ragione, Juvenilia, Bergamo 1983.
Non si vuole certamente proporre un sovvertimento totale delle regole che da secoli governano
il fare musica, ma suggerire – e in questa direzione si muove la Grammatica dell’Armonia
Fantastica di Baldi, e prima di lui, anche se in un ambito differente, legato alla didattica della
musica nella scuola primaria, media inferiore e media superiore, la Grammatica della Fantasia
Musicale di Piatti e Strobino2 – delle possibili direzioni per innovarne la pratica, accogliendo in
pieno il monito di Rodari circa l’esistenza, accanto a una logica “matematica”, anche di una logica
“fantastica” e quindi facendo in modo che anche tra le pareti dell’aula di una scuola o di un
conservatorio la fantasia, riprendendo la citazione iniziale, possa “cavalcare” con la ragione.