Tonalità liquida

Tonalità liquida

La precarietà caratterizza drammaticamente i nostri anni, e viene così descritta dal teorico della società liquida, Zygmunt Bauman: «Scorrendo come l’acqua […] ci spostiamo rapidamente senza mai contrastare la corrente, né fermarci abbastanza da ristagnare o aggrapparci agli argini e alle rocce – gli averi o le situazioni o le persone che attraversano la nostra vita…»[1].

E ancora: «Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure»[2].

Nella mia musica con Tonalità liquida indico un centro tonale, e quindi una serie di relazioni, che si stabiliscono fragilmente e precariamente, spesso indissolubilmente legate ad un gesto musicale, una situazione, un tema, e quindi elemento conseguente e non prioritario e strutturalmente significativo. I cosiddetti centri tonali si alternano quasi causalmente e non è possibile stabilire quali di essi alla fine sarà centrale e vincente.

Amara allegoria della nostra contemporaneità, ben descritta nel secondo mondo gemello di Rhei (dalla Grammatica dell’armonia fantastica. Appunti e interludi, Anicia 2012, p. 95) che può leggersi nella finestra dei Mondi fantastici.

[1] Zygmunt Baumann, Vite di corsa, Il Mulino, Bologna 2009.

[2] Z. Bauman, Vita liquida, Laterza, Bari Roma 2009, p. VII.