Romanzi: Quello di cui non vogliamo parlare
Quello di cui non vogliamo parlare


Premessa

 

Tutti i fatti di cui si racconta in questo libro sono realmente accaduti.

Tanto i fatti esteriori – quando parlo, ad esempio di personaggi noti come Pasolini e Moravia – e tanto e ancor più, i fatti interiori. Solo alcuni nomi sono stati cambiati per rispetto nei confronti delle persone coinvolte.

I principi ai quali mi sono ispirato per costruire questa narrazione li definisco ‘realismo interiore’. Nulla a che fare, sia chiaro, con uno sfogo personale dagli intenti diaristici.  La mia intenzione era quella di ‘comporre’ una narrazione, di cercare di fare ‘letteratura’.  Per questa ragione è stata necessaria una scrematura attenta degli eventi, una riscrittura continua e laboriosa, affinché il magma bollente della vita si raffreddasse e potesse essere così modellato in una narrazione, per così dire, universale.

Che io ci sia riuscito o meno, non spetta a me giudicare. Ma questo, vorrei fosse chiaro, è stato il mio fine. Lavorare in questo modo è stato molto faticoso e, soprattutto doloroso. Scavare in profondità porta spesso alla luce consapevolezze dolorose, e le ferite di queste lavoro sono ancora aperte.

Ma queste ferite possono acquistare un senso se, grazie ad esse, sono riuscito ad essere un vero e sincero ‘reporter’ di guerra, la guerra che l’uomo del XXI secolo conduce ogni giorno nella sua interiorità con le sue paure, i suoi sogni, il senso di precarietà e di angoscia.

    

                                                                                                                          G.L. B.

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